Accogliamo profughi che scappano da guerre che non esistono

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Massiccio arrivo di profughi siriani, rifugiati politici, in Stazione Centrale,Diciamo una scomoda verità: l’emergenza profughi è un grande inganno, una menzogna. È la copertura pelosa sotto cui nascondere il fallimento dell’operazione “Marte Nostrum”, e più in generale tutta la gestione dei flussi migratori da parte del Governo Renzi. I circa 200.000 arrivi del 2014 non sono figli di nuove guerre, ma semplicemente del lassismo con cui controlliamo le nostre frontiere, a tutto vantaggio di scafisti, organizzazioni criminali e tutta la catena di organizzazioni e personaggi che, chi dentro e chi fuori la legalità, traggono vantaggio da questo fenomeno dei “migranti”. Lo scandalo Roma capitale rappresenta, purtroppo, solo la punta di un grosso iceberg. In realtà non esiste nessuna emergenza; cerchiamo di capire perché.

ANALIZZIAMO I DATI DEI PROFUGHI IN BRIANZA
Innanzitutto intendiamoci sulla terminologia: cosa significa emergenza? Il termine è utilizzato per descrivere un fenomeno che ha il carattere dell’imprevedibilità e che quindi richiede un intervento immediato; in buona sostanza si è chiamati a rispondere subito di una situazione emersa in maniera imprevedibile e imprevista.
Ed infatti, la storiella che ci hanno confezionato è riassumibile grosso modo così: è scoppiata una guerra in Siria e nel Nord Africa, quindi siamo chiamati ad accogliere i profughi che scappano da queste guerre, come atto di civiltà.
E ci mancherebbe, aggiungo io. Chi potrebbe mai opporsi all’idea di aiutare persone che sono costrette a scappare dallo scoppio di una guerra? Credo nessuno. Allora qual è il problema? Di che ci lamentiamo? Il problema è che le cose non stanno così. Analizziamo i dati della Brianza: sono transitati sul nostro territorio circa 600 stranieri che hanno richiesto protezione internazionale, ma ad oggi solo 310 di questi sono ancora in carico alle strutture pagate dalla Prefettura. Residenze, centri di accoglienza e appartamenti di privati. Ci sarebbe da interrogarsi su dove siano finiti gli altri 300, ma non complichiamo ora le cose.
Questi 310 stranieri provengono dai seguenti Stati: Bangladesh, Congo, Costa, D’Avorio, Eritrea, Gambia, Ghana, Guinea, Mali, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia e Togo.

MA IL PROBLEMA NON ERA LA GUERRA IN SIRIA?
I più veloci di voi si staranno già chiedendo: ma l’emergenza non era la guerra in Siria? E com’è che non c’è nemmeno uno che arriva dalla Siria? Appunto. Ma insomma, non è che adesso vi metterete mica a fare i pignoli?
D’altro canto, le guerre ci sono un po’ ovunque nel mondo, mica solo in Siria, argomenteranno i più arguti. Vero. Che ne dite, però, se cominciassimo ad escludere quei Paesi dove proprio di guerre, nemmeno l’ombra?
Per farlo utilizziamo le informazioni pubblicate sul sito, gestito dalla Farnesina, www.viaggiaresicuri.it. In Togo, per esempio, non vi è nessuna guerra in corso, semmai il pericolo è rappresentato dai numerosi episodi di criminalità comune, furti e scippi. Guerre non si registrano nemmeno in Senegal, Guinea, Ghana ed Eritrea. In queste realtà i problemi sono legati proprio alla criminalità comune e alla povertà. Insomma, più che accoglienza di profughi, il rischio concreto è quello di aver importato qualche abile “mariuolo”. Ma insomma, speriamo di no.
Ci sono poi tutta una serie di Stati in cui permane un rischio terrorismo, perlopiù più legato al fanatismo islamico. Purtroppo abbiamo però riscontrato come nemmeno l’Europa, da questo punto di vista, può considerarsi immune. Quindi anche qui la scusa non regge.
Per farla breve: in nessuno di questi Stati è scoppiato di recente un conflitto bellico, e quindi in nessun caso è giustificabile parlare di “emergenza”. Certo l’Africa è stremata dalla povertà, certo vi sono guerre civili, o scontri armati tra diverse fazioni, certo ci sono gravi epidemie, come l’ebola, e tantissimi altri problemi. Purtroppo irrrisolti. Ma queste criticità durano da anni, niente di particolare è accaduto nel 2014, tale da giustificare l’avvio di procedure emergenziali di accoglienza, giustificando spese eccezionali sotto il cappello di una generica : “emergenza profughi”. In realtà non esiste nessuna emergenza, non esistono nemmeno profughi che scappano dalle guerre: è probabilmente una grossa balla, una presa in giro bella e buona, una maniera scaltra per carpire la buona fede dei cittadini. Che naturalmente pagano a piè di lista. Perché sappiamo come funziona in Italia, lo abbiamo sperimentato più volte il collaudato sistema delle emergenze: parlare di emergenza significa giustificare lo stanziamento di fondi straordinari, distribuiti con procedure straordinarie e che garantiscono, naturalmente solo ad alcuni, fatturati straordinari. Mi domando, ma perché non va mai di moda aiutare i cittadini bisognosi, a prescindere da quanto sia esotica la loro provenienza e da che colore abbia la loro pelle? Probabilmente perché non si potrebbe parlare, in quel caso, di emergenza, e allora non fa comodo a nessuno.